Senza alcun rumor, leak o anticipazione di sorta – a parte il teaser di maggio (che trovate nel nostro precedente articolo) – LEGO e Nintendo hanno appena fatto detonare una seconda bomba sui rispettivi canali social: dopo averci tenuti sulle spine per due mesi con quel barile DK rotolante e la scritta “Rolling Soon”, il mistero è finalmente svelato. Il nuovo set LEGO 72051 Donkey Kong Arcade è realtà, e porta con sé qualcosa che nessuno si aspettava: un cabinet arcade completamente giocabile, non una semplice riproduzione da esposizione.
Visualizza questo post su Instagram
Una mossa tanto inattesa quanto coerente con la strategia di espansione del catalogo Nintendo in casa LEGO, che dopo il successo di 10323 PAC-MAN Arcade e 11374 Arcade Pinball Machine continua a puntare forte sul filone “retro arcade adults welcome”. Questa volta, il tributo non poteva cadere su un titolo più iconico: il gioco che nel 1981 salvò Nintendo dalla bancarotta, inventò il platform game con meccanica di salto, e fece debuttare un personaggio che sarebbe diventato la mascotte più riconoscibile del pianeta: Mario – all’epoca ancora noto come Jumpman.
Il set 72051 Donkey Kong Arcade sarà disponibile worldwide dal 1° agosto 2026 su LEGO.com e presso i LEGO Store ufficiali. Il prezzo di listino è fissato a $199.99 / £149.99 / €169.99, con pre-ordine già aperto.
Caratteristiche e specifiche tecniche del set 72051
Partiamo dai numeri, perché come sempre in questi casi dicono già molto:
- Numero set: 72051-1
- Tema: LEGO Super Mario
- Anno: 2026
- Età: 18+ (Adults Welcome)
- Pezzi: 1.367
- Prezzo: € 169.99
- Dimensioni: 39 cm di altezza × 27 cm di larghezza
- Disponibilità: 1° agosto 2026 su lego.com
Ma i numeri sono solo l’inizio. La vera sorpresa di questo set risiede nella sua meccanica giocabile: il modello non è un semplice diorama da vetrinetta, ma riproduce attivamente il funzionamento del cabinato arcade originale del 1981. Ecco cosa puoi fare una volta completato l’assemblaggio:
- Inserire i barili nello scomparto laterale del cabinet
- Tirare la leva per rilasciare un barile alla volta, come lanciato da Donkey Kong
- Usare il joystick per muovere Jumpman su assi X e Y
- Premere il pulsante di salto per far saltare Jumpman sopra i barili rotolanti
Il modello include tre personaggi iconici del gioco originale: Jumpman (realizzato con elemento stampato), Donkey Kong e Lady (ovvero Pauline, la damigella in pericolo), quest’ultimi realizzati tramite adesivi. Sono presenti anche i dettagli riconoscibili del gioco originale: le impalcature, le scale e il martello power-up.
Una nota importante che Jay’s Brick Blog ha segnalato: a differenza di quanto ci si aspetterebbe da un set Nintendo 18+, la maggior parte delle decorazioni sono adesivi e non elementi stampati — una scelta che ha già acceso qualche dibattito nella community AFOL, considerato che set come PAC-MAN Arcade utilizzavano elementi integralmente stampati. Fatta eccezione per le piastrelle dei barili, quindi, si tratterà di applicare le sticker con la consueta precisione chirurgica.
Un omaggio al design originale del 1981
Il modello paga omaggio al cabinet arcade originale e si presenta come un perfetto complemento per la propria sala giochi o l’ufficio di casa. Le dimensioni — 39 cm di altezza per 27 cm di larghezza — lo rendono compatibile per essere esposto accanto ad altri set della stessa linea arcade:
LEGO ha dichiarato che il modello rappresenta un’idea regalo per adulti appassionati di videogiochi e cabinati arcade retrò. Il set fa parte della linea “Adults Welcome”, che negli ultimi anni ha visto una proliferazione di modelli dedicati al mondo del gaming classico — dal già citato PAC-MAN Arcade al Flipper Machine — consolidando un filone che evidentemente risponde a una domanda forte del mercato collezionistico.
C’è un dettaglio che merita segnalazione: purtroppo, Jumpman non può arrivare fino in cima per salvare Pauline — la meccanica è limitata allo schivamento dei barili sull’asse orizzontale e verticale, ma non replica l’intera progressione dei livelli del gioco originale. Un limite comprensibile viste le dimensioni del modello, ma il meccanismo resta comunque un’impresa ingegneristica notevole per un set da 1.367 pezzi.
Prezzi internazionali e dove acquistare
Il set 72051 Donkey Kong Arcade sarà disponibile worldwide dal 1° agosto 2026. Ecco i prezzi confermati per i principali mercati:
| Mercato | Prezzo |
|---|---|
| 🇺🇸 USA | $199.99 |
| 🇬🇧 UK | £149.99 |
| 🇪🇺 EU | €169.99 |
| 🇦🇺 Australia | AU$279.99 |
| 🇨🇦 Canada | CAD$269.99 |
| 🇸🇬 Singapore | SGD$309.90 |
Il pre-ordine è già aperto su LEGO.com e su Amazon.com.
Il precedente set di Donkey Kong: LEGO 72033 Mario Kart — Donkey Kong & DK Jumbo
Non è la prima volta che Donkey Kong entra nel mondo dei mattoncini LEGO, e prima di questo ambizioso cabinet arcade, il gorilla di Nintendo aveva già fatto la sua comparsa in casa Super Mario nel 2025.
LEGO 72033 Mario Kart — Donkey Kong & DK Jumbo (2025)
Il set 72033 Donkey Kong & DK Jumbo, uscito il 1° gennaio 2025 al prezzo di $34.99, appartiene alla sotto-linea Mario Kart del tema LEGO Super Mario. Con 387 pezzi, rappresenta un approccio totalmente diverso rispetto al 72051: non un modello da esposizione per adulti, ma un playset per bambini pensato per l’interazione con le figure interattive LEGO Mario, Luigi e Peach (set venduti separatamente).
Il set include:
- Una figura brick-built di Donkey Kong con elementi accessori
- Il DK Jumbo, l’iconico kart di Donkey Kong della serie Mario Kart
- Un elemento Banana con decorazione del volto
- Bersagli e funzione di lancio gusci dal DK Jumbo
- Effetti sonori e visivi quando utilizzato con figure interattive
Il set è stato ritirato dal catalogo a novembre 2025, con valori di mercato attualmente compresi tra $34 e $41 sul secondario.
Dal kart al cabinet: due visioni diverse dello stesso personaggio
Il salto dal 72033 al 72051 è significativo e racconta bene la strategia di LEGO nel gestire le licenze Nintendo: da un lato, playset accessibili per il target kids con la linea Mario Kart; dall’altro, modelli da esposizione 18+ che celebrano la storia videoludica del franchise. Il 72051 non è un’evoluzione del 72033 — è un prodotto completamente diverso, pensato per un pubblico adulto che ha vissuto l’era d’oro delle sale arcade e che ora vuole un pezzo di quella storia sulla propria scrivania.
Donkey Kong: il gorilla che salvò Nintendo (e inventò Mario)
Per comprendere appieno il significato di questo set, dobbiamo fare un passo indietro al 1981, anno in cui un giovane designer di nome Shigeru Miyamoto creò il videogioco che avrebbe cambiato per sempre la storia dell’intrattenimento digitale.
Fonte: The Arcade Flyer Archive — Donkey Kong USA
La nascita: dal fallimento di Radar Scope al salvataggio di Nintendo
All’inizio degli anni ’80, Nintendo of America era in seria difficoltà finanziaria. L’azienda aveva prodotto 3.000 cabinati di Radar Scope, un gioco arcade che si era rivelato un flop commerciale. I cabinet giacevano invenduti nei magazzini, e l’allora presidente Hiroshi Yamauchi decise di affidare a un giovane designer alla sua prima esperienza videoludica il compito di creare un gioco che potesse riutilizzare quei cabinet convertendoli in qualcosa di nuovo.
Fonte: Phoenix Arcade — Side Art Set with Trademark
Quel designer era Shigeru Miyamoto, affiancato dal capoingegnere Gunpei Yokoi — lo stesso che in seguito avrebbe creato il Game Boy. Miyamoto, che avrebbe poi dato vita a franchise come The Legend of Zelda, Pikmin e naturalmente Super Mario, concepì un gioco basato su una semplice premessa: un gorilla gigante rapisce la fidanzata del protagonista, che deve scalarare una struttura per salvarla.
L’ispirazione venne da “La Bella e la Bestia” e dal film del 1933 “King Kong”, ma anche dal personaggio di Braccio di Ferro (Popeye): originariamente, il gioco doveva essere una licenza Popeye, ma Nintendo non riuscì a ottenere i diritti. Fu allora che Miyamoto creò tre personaggi originali che sarebbero entrati nella storia: Donkey Kong, Jumpman (poi Mario) e Lady (poi Pauline).
Il gameplay: quattro schermate, una leggenda
Il gioco originale era diviso in quattro schermate singole, ciascuna rappresentante 25 metri della struttura scalata da Donkey Kong:
25 metri (Girders): Il primo e più iconico livello. Donkey Kong lancia barili giù per le travi inclinate di un cantiere edile. Mario deve saltare i barili e salire le scale. Alcuni barili blu, raggiungendo il bidone dell’olio, generano palle di fuoco. È lo schermo che il set LEGO 72051 replica con la sua meccanica giocabile.
50 metri (Conveyor Belts): Il secondo livello presenta nastri trasportatori che muovono vasche di cemento. Mario deve evitare il cemento mentre scala la struttura.
75 metri (Elevators/Springs): Il terzo livello vede Mario viaggiare su ascensori mentre evita molle che rimbalzano dalla posizione di Donkey Kong.
100 metri (Rivet Stage): Lo schermo finale. Mario deve rimuovere otto rivetti dalla piattaforma per far crollare la struttura e far cadere Donkey Kong, ricongiungendosi finalmente con Pauline.
Il punteggio veniva accumulato saltando gli ostacoli, distruggendo nemici con il martello power-up, raccogliendo gli oggetti persi di Pauline (parasole, cappello, borsa) e tramite il bonus timer di fine livello. Donkey Kong fu il primo platform game a introdurre la meccanica di salto, un’innovazione che avrebbe definito un intero genere.
Il successo commerciale e culturale
Il successo fu immediato e sbalorditivo. Nintendo vendette 132.000 unità arcade (65.000 in Giappone, 67.000 negli Stati Uniti), generando entrate per 280 milioni di dollari solo negli Stati Uniti entro il 1982. Le varie conversioni venderanno oltre 15 milioni di unità in totale, e al 2015 si stima che tutte le versioni del Donkey Kong originale abbiano generato 4,4 miliardi di dollari di entrate lorde.
Ma il vero impatto di Donkey Kong va oltre i numeri. Il gioco:
- Salvò Nintendo of America dal collasso finanziario
- Inventò il genere platform con meccanica di salto
- Stabilì il narrative trope della “damigella in pericolo” nei videogiochi
- Debuttò Mario, destinato a diventare la mascotte più riconoscibile dell’industria videoludica
Aneddoti e curiosità
L’origine del nome “Donkey Kong”: Esiste una falsa leggenda urbana secondo cui il nome doveva essere “Monkey Kong” ma fu trascritto male per via di un fax sfocato. La verità, più credibile, è che Miyamoto cercò in un dizionario giapponese-inglese una parola che significasse “gorilla testardo”: scelse “Donkey” per convey “testardo” o “sciocco”, mentre “Kong” era uno slang giapponese comune per indicare un gorilla.
La causa Universal vs. Nintendo: Nel 1982, Universal City Studios fece causa a Nintendo sostenendo che Donkey Kong violasse il marchio di King Kong. La causa fallì quando l’avvocato di Nintendo, Howard Lincoln, scoprì che Universal aveva precedentemente sostenuto in tribunale che King Kong era di dominio pubblico. Il giudice diede ragione a Nintendo, che fu risarcita di 1,8 milioni di dollari. Come ringraziamento, Nintendo chiamò il personaggio Kirby in onore dell’avvocato John Kirby.
Da Jumpman a Mario: Il protagonista era inizialmente senza nome nella versione giapponese, poi chiamato “Jumpman” in Nord America (ispirato alla popolarità del “Walkman”). Fu rinominato Mario in onore di Mario Segale, il proprietario del magazzino che Nintendo of America utilizzava come uffici, che fece irruzione un giorno per riscuotere l’affitto arretrato.
Da Lady a Pauline: La damigella in pericolo, originariamente chiamata “The Lady”, fu ribattezzata Pauline in onore di Polly James, moglie del manager del magazzino Nintendo Don James. Pauline è ricomparsa nella serie Mario vs. Donkey Kong e, più recentemente, come sindaca di New Donk City in Super Mario Odyssey (2017).
Cranky Kong è l’originale: Secondo il canone Nintendo, il Donkey Kong del 1981 arcade è in realtà Cranky Kong, il vecchio gorilla brontolone dei giochi moderni di Donkey Kong Country, che è quindi il nonno dell’attuale Donkey Kong.
L’evoluzione del franchise: dall’arcade a Donkey Kong Country
Dopo l’originale del 1981, il franchise ha attraversato diverse ere:
- Era Arcade (1981-1983): Donkey Kong, Donkey Kong Jr. (1982), Donkey Kong 3 (1983)
- Era Rare / Donkey Kong Country (1994-2002): Rare rivoluzionò il franchise con grafica pre-rendered 3D su SNES, trasformando DK da antagonista a protagonista e introducendo personaggi come Diddy Kong, Dixie Kong, Cranky Kong e il villain King K. Rool
- Era Post-Rare / Sperimentale (2002-2010): Dopo l’acquisizione di Rare da parte di Microsoft, Nintendo esplorò generi diversi con Donkey Konga (ritmico) e DK: King of Swing (puzzle)
- Era Retro Studios (2010-presente): Donkey Kong Country Returns (Wii, 2010) e Donkey Kong Country: Tropical Freeze (Wii U 2014, Switch 2018) riportarono la serie alle radici side-scrolling con difficoltà elevata e produzione HD
LEGO 72051 Donkey Kong Arcade: un tributo che chiude il cerchio
C’è qualcosa di profondamente poetico in questo set. Il cabinato arcade originale del 1981 nacque dalla necessità di riutilizzare hardware invenduto — una soluzione di emergenza che si trasformò in un capolavoro. Quarantacinque anni dopo, LEGO trasforma quel capolavoro in un modello da 1.367 pezzi che a sua volta riutilizza il design del cabinet originale per creare qualcosa di nuovo: un giocattolo meccanico che funziona davvero.
Il set rappresenta anche un’ulteriore conferma della strategia “Adults Welcome” di LEGO nel segmento gaming retrò. Dopo PAC-MAN, dopo il Flipper Machine, e dopo che il teaser di maggio ci aveva lasciati a speculare per due mesi, Donkey Kong Arcade si posiziona come il naturale proseguimento di un filone che evidentemente risponde a una domanda forte del mercato collezionistico, quel pubblico adulto che è cresciuto nelle sale arcade e che ora vuole un pezzo di quella storia sulla propria mensola.
La domanda che la community si sta ponendo, naturalmente, è una sola: cosa verrà dopo? Con il teaser di maggio che annunciava “novità Nintendo in arrivo” e ora questo set che si rivela essere un omaggio all’arcade del 1981, è legittimo domandarsi se LEGO abbia in programma altri set dedicati alla storia videoludica di Nintendo. Un cabinet di Mario Bros.? Una replica del Game Boy? O forse come ipotizzato al tempo del teaser un collegamento con il recente videogioco Donkey Kong Bananza?
Noi di Mondobricks, come sempre, continueremo a seguire l’evoluzione di questa storia da vicino.



















