Presentato ufficialmente questa settimana al CES 2026 di Las Vegas, LEGO Smart Play è diventato immediatamente l’argomento più discusso tra gli appassionati degli iconici mattoncini.
L’accoglienza mescola un forte entusiasmo per le potenzialità della tecnologia interattiva a una comprensibile dose di cautela. La promessa di LEGO è semplice ma rivoluzionaria: aver integrato una sofisticata tecnologia all’interno di un mattoncino standard 2×4, ribattezzato “Smart Brick”.
Il lancio, previsto per il 1° marzo 2026 in mercati selezionati, vedrà il debutto di questa tecnologia all’interno di nuovi set LEGO Star Wars Smart Play, promettendo un livello di interattività mai visto prima.
Come funziona la tecnologia Smart Play
Sebbene non sia ancora disponibile sugli scaffali, la massiccia dose di contenuti e video prodotti da chi era presente al CES 2026 ha permesso anche a chi non ha (ancora) avuto modo di testare direttamente il nuovo Smart Brick di condividere le proprie “elucubrazioni”, come ad esempio Giorgio di Memorabilia Collection.
Sebbene quindi non sia ancora disponibile sugli scaffali, grazie alle anteprime di CNET, TechRadar e Brick Fanatics, possiamo capire meglio cosa si cela sotto la plastica.
Secondo Bridget Carey di CNET (tradotto dall’inglese):
Sebbene questi mattoncini SMART Play siano un vero piacere da usare, presentano comunque una certa curva di apprendimento: un aspetto da tenere in considerazione quando si valuta l’acquisto per costruttori più giovani.
Gli inviati di TechRadar hanno avuto di approfondire ancora meglio cosa si “nasconde” all’interno del nuovo brick:
All’interno del LEGO SMART Brick 2×4 è presente un chip ASIC (Application-Specific Integrated Circuit) personalizzato a segnale misto da 4,1 mm, insieme a una ricca dotazione di sensori in grado di rilevare movimento, velocità, direzione, distanza e persino il colore.
L’interazione avviene tramite speciali “Smart Tags”. Questi tag comunicano allo Smart Brick in quale contesto si trova. Ad esempio, il mattoncino saprà se è stato posizionato nella cabina di pilotaggio di un X-Wing o su una torretta difensiva, reagendo di conseguenza. Anche le Smart Minifigures funzionano allo stesso modo, attivando risposte specifiche quando interagiscono con il mattoncino.
Il video più completo resta comunque quello di Brick Fanatics, che ci fornisce con chiarezza ancora maggiore dettagli sugli aspetti citati poc’anzi.
Ad esempio, i suoni emessi dallo SMART Brick non sono clip audio preregistrate: al suo interno è presente un vero e proprio modulo di sintesi che genera i rumori da zero, il che spiega perché le minifigure LEGO Star Wars SMART non “parlano” pronunciando battute vere e proprie prese dai vari film della saga.
A differenza di prodotti come le figure interattive LEGO Super Mario, che necessitano di aggiornamenti firmware per produrre nuovi suoni ed effetti legati ai set successivi, questo approccio consente agli SMART Brick di offrire una libreria sonora molto più ampia e reattiva, senza dover ricevere o memorizzare nuove informazioni.
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E ancora. Un reel di TomsGuide mostra come, grazie al Bluetooth integrato e alla comunicazione near-field (NFC), i mattoncini possono collegarsi tra loro e rilevarsi a vicenda, creando una sorta di rete LAN che apre a numerose possibilità di gioco ed effetti interattivi. Nel video si vede infatti cosa accade quando un gruppo di paperelle viene attivato tramite lo Smart Brick.
Anche Beyond the Brick ha realizzato anche un ottimo video esplicativo nel quale, intervistando uno dei Designer, vengono messe in evidenza alcune delle funzionalità principali.
Un altro aspetto cruciale è quello che riguarda l’autonomia. È stato confermato – lo si vede bene nel video qui sopra – che gli Smart Bricks hanno una durata della batteria di circa 45 minuti di gioco attivo. Tuttavia, il dispositivo entra automaticamente in modalità “sleep” quando non viene manipolato, estendendo la durata effettiva della sessione di gioco.
Per la ricarica, LEGO ha eliminato la necessità di batterie stilo sostituibili: i set “All-in-One” includeranno una base di ricarica wireless dedicata, che si collega alla presa a muro.
Audio generativo e nessuno schermo
Una delle caratteristiche più apprezzate, come evidenziato da Brick Fanatics, è l’assenza totale di schermi. A differenza di molti giocattoli moderni o precedenti tentativi di “smart toys”, LEGO Smart Play mantiene l’esperienza fisica al centro.
Inoltre, i suoni non sono file audio pre-registrati. Lo Smart Brick contiene un modulo sintetizzatore che genera i rumori in tempo reale. Questo significa che, sebbene le minifigure non “parlino” con voci reali, il mattoncino può creare una libreria di suoni reattiva e vasta senza bisogno di aggiornamenti firmware costanti (come accadeva per LEGO Super Mario). I mattoncini possono anche collegarsi tra loro via Bluetooth e NFC, creando una rete mesh per effetti coordinati complessi.
I Limiti: costi e disponibilità
Non è tutto oro quel che luccica. Le limitazioni tecniche impongono che l’output dello Smart Brick si limiti a luci colorate e suoni sintetizzati, il che potrebbe non impressionare gli AFOL (Adult Fans of LEGO) più esigenti.
Inoltre, il prezzo dei set di lancio Star Wars si preannuncia elevato, giustificato dalla presenza della tecnologia, della base di ricarica e delle licenze Disney. Un altro punto dolente è la distribuzione (ve ne abbiamo parlato in questo articolo): il lancio iniziale è previsto solo in sei paesi: USA, Regno Unito, Francia, Germania, Polonia e Australia. Al momento, l’Italia (così come la maggior parte dei paesi europei) è esclusa dalla prima ondata, lasciando i fan di casa nostra in attesa di ulteriori annunci.
Il potenziale futuro
La vera scommessa di LEGO si giocherà sul lungo termine. Al di là di Star Wars, le demo al CES hanno mostrato applicazioni creative su elicotteri, dinosauri e persino torte di compleanno fatte di mattoncini. La speranza è che LEGO rilasci in futuro kit di espansione con “Smart Tags” a prezzi accessibili, permettendo ai costruttori di integrare l’intelligenza nelle proprie creazioni originali (MOC – My Own Creations).
Se LEGO saprà gestire l’ecosistema, magari aprendo a interfacce di programmazione simili a MINDSTORMS, lo Smart Brick potrebbe rappresentare una vera evoluzione nel gioco creativo. Per ora, il consiglio per chi non rientra nei paesi del lancio o è frenato dal prezzo, è attendere di poter provare con mano la tecnologia negli store ufficiali.
Considerazioni finali
Che siate degli early adopter (coloro i quali fanno immediatamente propria ogni singola novità) dei più entusiasti o degli adulti e/o AFOL e collezionisti tra i più scettici, la nuova piattaforma LEGO Smart Play (Smart Brick + Smart TAG + Smart Minifigure) presenta a nostro avviso più di una criticità. Vediamole insieme.
Batteria
La batteria dello Smart Brick è integrata nella circuiteria e il brick stesso è termosaldato, quindi non è in alcun modo sostituibile. È ormai cosa nota che le batterie al litio riescono a sopportare un numero finito di cicli di ricarica. Il team LEGO presente al CES ha comunicato e confermato che una singola ricarica, in caso di utilizzo “a tempo pieno”, dura 45 minuti. Quanti cicli di ricarica è in grado di sopportare una batteria di così piccole dimensioni?
Usabilità
Il sistema LEGO Smart Play (Smart Brick + Smart TAG + Smart Minifigure) è chiuso: i suoni sono generati dal sintetizzatore interno sulla base degli Smart TAG inclusi in un set e i comportamenti (luci, “lettura” dei colori etc) sono anch’essi determinati dagli Smart TAG inclusi nei set. Quindi, suoni, luci e comportamenti sono predeterminati dai Designer LEGO, senza alcuna possibilità di intervento dall’esterno da parte di chi i set li acquista.
Inclusione
I bambini cosiddetti nativi digitali, quelli cioè cresciuti con in mano uno smartphone o un tablet fin dalla più tenera età, troveranno sicuramente interessante e accattivante la nuova piattaforma Smart Play. Questi bambini però, target dichiarato e ufficiale da parte di LEGO, sono gli stessi che numerosi studi a livello internazionale hanno mostrato come soggetti a e di una drastica diminuzione della soglia di attenzione, pochi minuti per i più piccoli (2-3 anni) e fino a 15 minuti per i più grandi (6-8 anni). Per quanto tempo (di gioco) troveranno interessante e coinvolgente un set con Smart Brick?
Certamente questa “tipologia” di bambini non è più quella che, come chi è adulto ai giorni nostri, era solita inventarsi i suoni con la bocca mentre giocavano. Altrettanto certamente quindi, trovarsi suoni e “versi” già pronti e sfornati da un sintetizzatore non sarà certo d’aiuto e stimolo a creare i propri suoni con la bocca dando sfogo a creatività e fantasia.



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